Cosa mangiavano i carcerati

I carcerati ricevevano 2 pani da mezzo kg giornalmente e del vino, successivamente il pane fresco fu sostituito dal pan biscotto, lo stesso che veniva utilizzato a bordo delle Galee. Alle feste per le elezioni del Doge o di importanti magistrati, venivano migliorati i pasti, a Carnevale c’era l’usanza di tagliare la testa ad un toro, la carne del quale veniva redistribuita ai carcerati.

Vi erano inoltre le varie confraternite di beneficenza che si preoccupavano di dare conforto ai carcerati, viste le loro miserrime condizioni, che provvedevano ad integrare circa 2 volte alla settimana con brodo ed un po’ di carne la dieta dei prigionieri. Il vino era uno degli alimenti principali della dieta del carcerato, i carcerieri spesso erano pagati dai carcerati per procurare del vino; per un certo periodo nel cortile delle prigioni c’era un chiosco per la mescita del vino per i carcerati che potevano permetterselo.

I carcerati, giornalmente, incatenati con una botticella potevano andare a prendere tutti insieme, sotto il controllo delle guardie, l’acqua dal pozzo nel cortile delle prigioni.

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